Smart school: Avanguardia educativa o ennesimo fallimento?

La didattica a distanza dei mesi scorsi non ha fatto altro che aumentare il tasso di abbandono scolastico degli studenti italiani e, come se non bastasse, acuito le difficoltà gestionali di dirigenti scolastici e professori.


Agli albori del nuovo anno scolastico 2020-21, la ministra Azzolina, dopo mesi di silenzio, finalmente annuncia alcune novità dello “smart” sistema scolastico italiano: la scuola riaprirà il 14 settembre 2020; non ancora chiara però, la normativa circa i turni, cambi di classe e gli orari di entrata ed uscita dalla struttura.
Immancabili le consuete misure antiCovid, il classico cliché da pandemia: sarà obbligatorio l’utilizzo di mascherine, la precauzionale misurazione giornaliera della temperatura corporea di ogni alunno ed il distanziamento dei banchi a seduta singola.
Secondo la ministra inoltre, a rendere maggiormente efficace l’apprendimento degli studenti, non saranno mica le modifiche agli immensi ed irregolari programmi didattici, già motivo di difficoltà durante il percorso scolastico nel rapporto tra professori e alunni, ma bensì le illustri e costose “sedute innovative”(banchi)!
Questi prestigiosi banchi quali promettono delle “nuove modalità di didattica” vengono realizzati in Cina, (quindi sono in plastica non riutilizzabile), hanno diverse misure( mediamente alte 42-48cm e larghe 40-42cm) e 5 confortevoli ruote per evitare che gli alunni possano utilizzare gli arti inferiori per potersi spostare umanamente. Insomma, questa sedia, in edifici fatiscenti, come la stragrande maggioranza delle scuole statali italiane, assume le sembianze di un trono per ciucci in una latrina.


I banchi classici di legno ecosostenibile, realizzati in Italia a prezzi inferiori, saranno sostituiti con i lussuosi sedili cinesi e dunque, anche lo spirito ecologico è passato di moda? Inoltre, perché sostenere l’industria cinese piuttosto che quella italiana che, in seguito al lockdown , versa in condizioni agonizzanti ? La colpa è unicamente attribuibile al bando pubblicato con un ritardo penalizzante le industrie italiane; ciò ha impedito la partecipazione alla gara di queste ultime in quanto, inadeguate per dimensioni, a produrre un numero così elevato di banchi entro settembre. Dunque, anche questa volta, è stato fatto un bel regalino agli amici dagli occhi a mandorla!
È utile evidenziare anche come tali singolari banchi possano rivelarsi supporti meno sicuri per gli alunni più irrequieti o con disabilità psichiche/motorie e possano essere oggetto di distrazione e svago per i più piccoli.
Per giunta, sono stati stanziati i fondi per 3 milioni di banchi innovativi monoposto e attrezzatura per smartworking, ma nemmeno un centesimo per la ristrutturazione degli edifici.
Quesito: è maggiormente esposta la salute degli studenti al rischio contagio o l’incolumità degli stessi per il pericolo derivante dalle condizioni fatiscenti in cui versano i plessi scolastici?

Fra le altre novità, la ministra indica un modello di disposizione delle classi alquanto discriminatorio e deleterio per la formazione dei fanciulli:
“suddividere la classe in più gruppi in base al livello di apprendimento”
La pedagogia insegna che i fanciulli devono essere sempre stimolati a valorizzare il loro potenziale; questi, durante il loro percorso formativo, non devono essere assolutamente divisi per categorie poiché il confronto con il prossimo, funge da stimolo costante e da esempio per i meno capaci. Inoltre, la divisione delle classi genererebbe solo frustrazione nell’alunno : quest’ultimo non vivrebbe più lo studio come esperienza di arricchimento, ma come condizione di frustrazione e competizione.

“Lasciateci lavorare invece di spaventare le famiglie”
Questa è stata la risposta alle critiche mosse alla ministra dell’istruzione riguardo il suo progetto di “avanguardia educativa” che ,si ricordi, fino a pochi mesi fa, prevedeva di rinchiudere (o soffocare) gli alunni in postazioni contornate da plexiglass.

E allora cari genitori, ricapitolando, per questo anno scolastico 2020-21: mascherina, termometro e sedia a rotelle; i vostri figli non si appresteranno a compiere lezioni, ma una degenza ospedaliera!
L’invito che s’intende muovere è quello di intervenire prima sulle problematiche concrete del sistema scolastico italiano come: l’abbandono scolastico, la disposizione di maggiori sussidi e borse di studio, la riorganizzazione dei programmi didattici, la ristrutturazione ed il sostegno economico per edifici statali ed insegnanti. Solo in questo modo sarà possibile ovviare all’ingente fallimento della didattica italiana che, si ricordi, nel 2016 ha portato 100 mila giovani a lasciare scuola. Gentile ministra, è un dispiacere deludere le sue mere aspettative ma, non saranno le sedie a rotelle e nemmeno qualche schermo digitale a riparare i danni generati appositamente da chi si premura di formare una generazione di ignoranti e quindi, facilmente manipolabili.

Benedetta Ippolito

Unthèconte

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